SQUAT: E' GIUSTO ANDARE SOTTO IL PARALLELO?

Guardando in giro per social network ho visto e letto spesso battaglie a favore dello squat sotto il parallelo, sopra il parallelo, "ma se non vai giù non coinvolgi i glutei" (cit.) che creano più confusione che altro.

Così ho pensato di istituire ufficialmente la "Giornata della Polemica" (si scherza) che cadrà più o meno ogni settimana, in quanto ho notato che nell’Era digitale c’è più disinformazione che informazione e nel XXI secolo è alquanto grave.


Detto questo, oggi si parla di squat. In modo particolare si parla di quanto sia corretto andare in profondità, o come si dice nel gergo fintess “sotto il parallelo”.
Ecco, chi obbliga il proprio cliente o i propri amici neofiti ad andare così in basso con il bacino (rispetto alla linea immaginaria parallela al pavimento delle ginocchia) a discapito della curva lombareperché solo così lavorano i glutei” cit. , sta facendo una grossa errore, in quanto un movimento del genere porterà più danni (alla schiena) che benefici (alle gambe).
Come si vede dal video, qualcuno nel fare uno squat così profondo può perdere la neutrale curvatura lombare (verso la fine del movimento) per via di molteplici fattori, come conformazione anatomica della testa del femore, ridotta mobilità, core debole e tanti altri.

L’ideale è eseguire lo squat più profondamente possibile mantenendo la propria curva lombare, che non vuol dire necessariamente sotto il parallelo, in quanto tenere la corretta postura coinvolge già tutti i muscoli possibili (glutei compresi).


Un’altra opzione per provare ad andare più profondi, ma mantenendo sempre la corretta postura, è quella di aprire di più le gambe (anche più della larghezza del bacino) ed accentuare la rotazione esterna dei piedi.

Provare per credere.


#NonMangioStranoMangioSano 
Video rights: @muscleandmotion