A COSA SERVE LO STRETCHING?

Ciao Amici!

Oggi volevo aprire una mini-rubrica molto semplice e con pochi paroloni tecnici riguardo lo stretching, questo sconosciuto, sopratutto per tutti quelli che non frequentano palestre e praticano altri sport, come calcio, rugby, pallacanestro…cioè attività dinamiche dove si corre molto ed avere muscoli elastici e forti è fondamentale.

Oggi vi volevo parlare dello stretching dei quadricipiti e della catena cinetica anteriore, ovvero dei segmenti rappresentati da ossa, articolazioni e muscoli, della parte anteriore del nostro corpo.

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Nel calcio, tengo come esempio questo sport visto che è quello che attualmente alleno, c’è un forte e continuo richiamo dei muscoli anteriori come addome, ileopsoas, quadricipiti che se non sono in equilibrio con quelli della catena cinetica posteriore, ovvero glutei, ischio crurali, lombari etc.., possono portare ad, inizialmente, vizi posturali (quindi sembrare “gobbi” o deambulamenti particolari), e di seguito a veri e propri fastidi ed infortuni, come contratture, affaticamento, infiammazioni e sintomatologie come lombosciatalgie, pubalgia, infiammazione dello psoas e delle articolazioni come il ginocchio, costringendo l’atleta ad un riposo forzato o addirittura ad intraprendere terapie.

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Quindi una buona metodologia di stretching, non solo ci aiuterà a far sentire meglio dopo un allenamento particolarmente duro, ma, se continuato nel tempo ed associato a lavoro di rinforzo muscolare strutturale, a prevenire questi fastidiosissimi infortuni.

Per fare tutto questo, al termine del tuo allenamento, prova ad inginocchiarti ed afferrare il piede come faccio io nella foto. Non sentirai tirare solo il quadricipite, ma anche tanti altri muscoli che non pensavi di avere! 😂

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Attento però a non esagerare con i tempi. Resta in posizione 15-20’’ poi cambia arto o fai riposare i fasci muscolari e nel caso ripeti, per evitare di ledere o stirare le fibre muscolari.

Altra cosa super importante: RESPIRA. Respirare profondamente permetterà una migliore ossigenazione del sangue e del muscolo, permettendo un recupero migliore e una riduzione dell’acido lattico (se presente a causa di un allenamento sotto sforzo anaerobico, ovvero avvenuto in poca presenza di ossigeno a causa di poco tempo di recupero: esempio NAVETTE o SUICIDI).

Altra cosa super importante da sapere: non fare questa tipologia di stretching (ovvero statico e duraturo) prima di un’attività di forza o di sprint/scatti: rilasserai a tal punto i muscoli che le tue performance potrebbero risentirne.